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Lo scudo di Talos



Valerio Massimo Manfredi, Lo scudo di Talos, Mondadori, 1988.

RomanzoAUTORE
Valerio Massimo Manfredi è nato nel 1943 a Piumiazzo di Castelfranco in Emilia. Si è laureato in Lettere classiche all'Università di Bologna e si è specializzato in topografia del mondo antico. E' archeologo, scrittore e conduttore televisivo.  Ha insegnato in varie università e ha condotto spedizioni scientifiche e scavi in località italiane e all'estero. 

TRAMA
Aristarchos, nobile spartano, ha due figli da sua moglie Ismene: Brithos e Kleidemos. Quest'ultimo, nato con una malformazione al piede, è destinato a non avere una vita, secondo le crudeli leggi di Sparta. Così viene abbandonato. Kritolas, un pastore ilota, rincorrendo il suo cane, trova il piccolo e lo porta con sè. Gli dà il nome di Talos e gli insegna ad essere abile con lo scudo e la spada. Così Talos cresce forte e coraggioso, ignaro di avere un fratello tra i più bravi guerrieri di Sparta. Un giorno Kritolas conduce Talos sul monte Taigeto, dove gli mostra e gli fa dono dello scudo e della spada maledetta appartenuti all'ultimo re della Messenia:  Aristodemo. Per vie tortuose il fato riavvicina i due fratelli: Brithos con i suoi compagni infastidisce Antinea, la ragazza di cui Talos è innamorato, e quest'ultimo interviene per difenderla. Riesce a sopraffare tre avversari, ma non Brithos che gli risparmia la vita inspiegabilmente. Talos, tornato a casa, trova il nonno in pessime condizioni. Prima di morire il vecchio gli svela che c'è un uomo cieco capace di togliere la maledizione alla spada di re Aristodemo: il suo nome è Karas. Brithos arruola Talos nella sua truppa, ricordando la sua abilità di guerriero e insieme a lui parte per la guerra persiana, dove il loro padre perde la vita. I due fratelli combattono ancora insieme nella battaglia di Platea. Brithos muore. Talos apprende le sue vere origini e turbato va alla ricerca della sua vera madre. Continua a combattere e per il suo grande valore viene appoggiato dagli Ateniesi. Infine Talos scompare e Karas ritrova solo la sua armatura. Così decide di riporla nel luogo dove era stata per secoli: sul monte Taigeto.  Quando gli iloti ne avranno bisogno potrà essere indossata da colui che ne sarà all'altezza.

SPAZIO
La vicenda si svolge principalmente nei territori di Sparta

TEMPO
Il periodo delle guerre persiane, tra il 490 e il 470 a.C. 


PROTAGONISTA
Talos è un giovane dalla corporatura snella e slanciata, nonostante la sua malformazione al piede.
Kritolaos lo definisce "mente pronta e cuore generoso".

ALTRI PERSONAGGI 
- Kritolas (aiutante). E' un pastore ilota, secondo Talos l'uomo più saggio del mondo.
- Brithos, fratello di Talos. Inizialmente antagonista, ma poi aiutante.
- Antinea (aiutante). E' la giovane tanto amata da Talos. Ha corportatura snella e occhi verdi.
- Karas (aiutante), fedele amico di Talos.

NARRATORE
Il narratore è esterno in quanto presenta i fatti così come si sono svolti. La focalizzazione è zero in quanto egli conosce tutti i pensieri dei personaggi.

STILE
Il linguaggio adottato è semplice con alcune espressioni dialettali.  Viene utilizzato il discorso diretto libero, e raramente anche quello indiretto. 

TEMI
- la gloria
- il coraggio
- la giustizia. 

CONSIDERAZIONI
Il romanzo ci fa capire come una persona con problemi  fisici può talvolta superare qualsiasi  ostacolo che sarebbe  stato motivo di resa per molte persone normali, dimostrandosi quindi più valoroso e coraggioso e riuscendo a raggiungere  obiettivi prestigiosi.


Flora Auriemma
Classe I Sez. A